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L'evacuazione dei fumi attraverso un camino avviene per il fatto che essi hanno una temperatura maggiore di quella dell'aria esterna e quindi è minore la loro massa volumetrica. Di conseguenza tendono ad andare verso l'alto. In altre parole maggiore è la temperatura dei fumi, minore è la loro massa volumetrica e migliore è quindi il tiraggio.


Si definisce tiraggio la differenza di pressione che si stabilisce tra la base del camino e il comignolo, intendendo per comignolo il dispositivo posto al termine del camino al fine di facilitare la dispersione dei fumi. Poiché la differenza di pressione che determina il tiraggio è data dalla formula:

DP = (ra-rg) g H

dove

DP tiraggio (Pa)

ra massa volumetrica dell'aria esterna (Kg/m3)

rg massa volumetrica dei fumi (Kg/m3)

g accelerazione di gravità (m/s2)

H altezza del camino (m)

Si deduce quindi che il tiraggio aumenta con l'aumentare dell'altezza del camino e della temperatura dei fumi all'uscita del camino, mentre diminuisce all'aumentare della temperatura dell'aria esterna.

Ed è  proprio in funzione della relazione di cui sopra che, a seguito della riduzione della temperatura dei fumi suggerita da questioni di rendimento e di economia, c'è stata una maggiorazione della sezione dei camini, rispetto al passato. Infatti, l'aumento di tale sezione genera una riduzione della velocità di scorrimento dei fumi e delle perdite di carico, consentendo quindi di recuperare parzialmente o totalmente la ridotta pressione statica.

Il tiraggio si misura con il deprimometro ed un buon valore non deve essere inferiore a 4÷5, mentre una buona velocità di uscita dei fumi è intorno ai 5-10 m/s, in grado di opporsi alla eventuale presenza di vento.