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Spesso si sente parlare, in special modo in ambito impiantistico, di "regola dell'arte". Molte volte però ci si ferma al semplice significato che sembra avere tale termine, senza considerare le implicazioni normative dietro di esso.

La legge 46/90, ormai estesa praticamente a qualsiasi tipo di impianto, prevede che i materiali e i componenti costruiti secondo le norme tecniche di sicurezza dell'UNI e del CEI, nonchè nel rispetto della legislazione tecnica vigente in materia di sicurezza, si devono presumere costruiti a regola d'arte.


La regola dell'arte può altresi essere rappresentata da una norma nazionale o da una norma di un paese membro della comunità europea, a condizione che l'Italia riconosca che tale norma possegga un livello di sicurezza equivalente.

Per cui, detto in altro modo e restringendo il discorso all'ambito impiantistico che ci compete, gli impianti termici che prevedano l'installazione di nostri scaldabagni si possono definire realizzati a "regola d'arte" solo se realizzati in conformità alle norme tecniche di sicurezza vigenti.

E' importante compito nonchè responsabilità dell'installatore, quindi, far sì che la presente supposizione sia a tutti gli effetti una realtà, rispettando
cioè le normative vigenti e rilasciando una dichiarazione di conformità a lavoro ultimato, a tutti gli effetti sotto la sua responsabilità.

In virtù di quanto sopra, risulta evidente che il mercato del riscaldamento sarà sempre più nelle mani di installatori qualificati e aggiornati, che sappiano eseguire il loro lavoro attenendosi scrupolosamente alle leggi e normative in materia di impianti termici e di sicurezza.